“Sono le nostre scelte, Harry, che ci mostrano chi siamo, molto più delle nostre capacità”

Albus Silente

Esiste una paura affascinante: quella delle storie del terrore intorno al falò, quella dei dodici anni e delle sedute spiritiche, quella dei film horror, che ci si copre gli occhi con una mano e si sbircia tra le dita. E poi esiste una paura sottile, che si intrufola nei pensieri, che ti sveglia la notte, la paura del futuro e dell’incertezza: il panico di non avere controllo su ciò che ci succede. Le chiamiamo nello stesso modo, ma non sono la stessa cosa, una ha il sapore dell’avventura, l’altra si nutre di solitudine e incertezze.

Viviamo tempi oscuri, tempi di false verità e di buio in fondo al tunnel. Viviamo tempi in cui abbiamo bisogno di falò intorno a cui stringerci, di luce, di orizzonti luminosi verso cui guardare. Avere paura è salutare, ogni scelta difficile e decisione importante sono sempre accompagnate da una dose di sano terrore. Negli ultimi tempi però ci insegnano che alla paura si deve rispondere stando fermi, conservando l’esistente, respingendo ogni velleità trasformativa. Ci dicono che la sopravvivenza dipende dalla purezza, dall’immutabilità: ma se il bruco diventa farfalla, il bambino diventa adulto, la zucca diventa carrozza, come possiamo credere davvero che il non-cambiamento sia la soluzione ai nostri affanni?

Non fare, non uscire, non esplorare, non avere troppa fantasia, non toccare, non giocare, non divertirsi: sono solo alcuni dei divieti che ci diamo per assicurarci che nulla ci possa spaventare, che l’ignoto non ci colga dietro l’angolo, che l’inaspettato non ci sorprenda portandoci fuori dal sentiero conosciuto. Ma nessuno è mai cresciuto rimanendo immobile, nessuno ha mai inventato senza sperimentare, provare e sbagliare.

BAUM 2019 – Difesa Contro Le Arti Oscure è di nuovo un invito: a uscire, a esplorare, ad avere fantasia, a toccare, a giocare e – soprattutto – a divertirsi, pubblicamente e oltraggiosamente: a non avere paura della paura. I mostri non si combattono chiudendo gli occhi, ma uscendo in strada, parlando con le persone, condividendo spazi, prendendosi gioco dei propri demoni ed escogitando antidoti collettivi. Ma, prima di tutto e sopra ogni cosa, si sconfiggono scegliendo, facendo un passo verso l’ignoto, consapevoli che ciò che è giusto raramente corrisponde a ciò che è facile.

[…]

In cuore abbiamo tutti un Cavaliere

pieno di coraggio

e pronto a rimettersi sempre in viaggio,

e uno scudiero sonnolento,

che ha paura dei mulini a vento…

Ma se la causa è giusta, fammi un segno

perché

magari con una spada di legno

andiamo, Don Chisciotte, io son con te.

Gianni Rodari – Cavalier senza paura

Immagine di copertina @ Davide Bart Salvemini