“La disillusione, la perdita delle spinte utopiche, l’individualismo tossico non accadono singolarmente a me o a te che stai leggendo, ma ci colpiscono strutturalmente, collettivamente*

Spazi, Universi, Esplorazioni: dopo un anno di pausa di riflessione BAUM alza la testa e guarda su, respira, si solleva e punta all’universo, per guardarsi in prospettiva. BAUM 2018 è un invito al superamento dei confini, all’interdisciplinarietà, allo spazio come dimensione a cui ambire, uno “spazio” infinitamente grande per relativizzare i localismi, i feticci nostalgici e i personalismi. Un pieno-vuoto da studiare e da scoprire nelle sue leggi, forze e moti, da comprendere, senza l’ansia della conquista. Uno spazio chiamato casa dagli alieni, così come dall’umanità, essa stessa aliena, se guardata dalla prospettiva extraterrestre. Uno spazio potenziale di ciò che ancora non è (e che non deve necessariamente essere distopico e avvilente), un antidoto alla predestinazione, alla prepotenza del quotidiano, a chi ci dice che non esiste alternativa.

BAUM 2018 vuole parlare e praticare cultura accessibile, non con l’intento di banalizzare codici e linguaggi, ma di rendere comprensibili concetti complessi, mettendo in comunicazione pubblici diversi: per età, per esperienze e per provenienza. Reimmaginare momenti in cui il reale e l’irreale si fondono, per tracciare alternative collettive, lavorare su progetti comuni, inventando strade possibili e impossibili su questo Pianeta, l’unico che abbiamo: il nostro “granello di polvere sospeso in un raggio di Sole”*. Abbracciare l’orizzonte dell’impensabile e dell’irrealizzabile, occupandolo con idee e persone: porsi la questione della forza, dell’organizzazione, dell’esercizio e della (ri)conquista collettiva dell’immaginazione, per non rischiare di svegliarci un giorno e “scoprirci melanzane”*. Prendiamo fiato, coltiviamo visioni fantascientifiche, per garantire a tutti e tutte il pieno esercizio del proprio desiderio e la pratica quotidiana del proprio futuro.

BAUM è un invito a faticare divertendosi, a leggere e godere degli spazi di intersezione tra le discipline: scegliamo di abitare placidamente un buco nero, mentre stiamo a cavallo di una sonda spaziale e ascoltiamo Il rap, David Bowie e Sun Ra, leggendo un fumetto. Quest’anno proviamo a essere coraggiose e coraggiosi, a strizzare l’occhio alle nostre paure, prendendoci una responsabilità collettiva, con l’augurio di guardarci un po’ meno l’ombelico e osservare un po’ di più le stelle, tenendo sempre a mente che «Se vuoi creare una torta di mele dal nulla, prima devi inventare l’universo»*.

Immagine di copertina @Guido Volpi